Status Giuridico - E.I.O.

Status giuridico

La diffusione dell'Osteopatia come strumento efficace di cura, la fondazione di scuole ed università e lo sviluppo della ricerca scientifica hanno portato,  nell'ultimo ventennio, diversi Paesi ad inserire la Medicina Osteopatica nel Sistema Sanitario Nazionale.
Agli USA negli anni '80 (la formazione universitaria era però strutturata da tempo) sono seguiti, nei primi '90, Regno Unito e Finlandia e in seguito, anche Belgio, Francia, Svizzera Irlanda e Malta hanno riconosciuto l'Osteopatia come Medicina ufficiale.
E' recentissima la pubblicazione (aprile 2010) del documento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità Banchemark per la Formazione in Osteopatia che definisce l'Osteopata "Professionista laureato con diritto alla diagnosi neuro-muscolo-scheletrica".
Diversi governi, fra i quali l'Italia, si stanno quindi muovendo per avviare le procedure di riconoscimento anche nei propri Paesi.
Oltre all'ambito accademico e Clinico l’Istituto EIO è fortemente impegnato sul fronte del riconoscimento ufficiale dell'Osteopatia in Italia attraverso la partecipazione diretta dei suoi dirigenti all’interno di strutture nazionali rappresentative come U.P.O.I. (unione professionale osteopati d’italia) e CSdO (consiglio superiore d’Osteopata).

- L’U.P.O.I. Unione Italiana Osteopati d’Italia – costituita il 30 marzo 2001 – nasce con lo scopo di rappresentare, tutelare e promuovere la categoria degli osteopati, coniugare gli interessi dei suoi membri con i bisogni della comunità e sviluppare la conoscenza e l’approfondimento scientifico della professione, incluse la pratica professionale, la formazione e la ricerca.
In particolare l’U.P.O.I. si prefigge lo scopo di difendere gli interessi della medicina osteopatica e dei suoi praticanti, esercitare il controllo sul rispetto della professione, porre in essere tutte quelle operazioni necessarie ad assicurare la rappresentatività dell’osteopatia in Italia e all’estero.
Attraverso i suoi organi può determinare i criteri di competenza degli osteopati, valutandone gli studi conseguiti in relazione alle scuole frequentate e ai programmi di studio eseguiti.
Per queste ragioni l’U.P.O.I. si propone di definire e promuovere principi etici e deontologici, che siano vincolanti per gli associati e riferimento per tutti gli osteopati.
Nei suoi anni di attività  l’UPOI  ha rappresentato  i suoi associati presso le competenti autorità politiche, presso quelle universitarie e amministrative, seguendo da vicino l’iter che mira ad ottenere il riconoscimento ufficiale dell’osteopatia in Italia e in Europa, e per tutto ciò attiene agli interessi degli osteopati e la medicina osteopatica.

- Il Consiglio Superiore di Osteopatia (CSd'O) nasce nel 2009, chiamato a promuovere lo sviluppo della professione Osteopatica italiana nel nostro Paese e nel mondo rappresentando e stipulando protocolli d'intesa fra tutte le maggiori Associazioni di Osteopati professionisti presenti in Italia.
I fondatori sono il ROI (Registro Superiore di Osteopatia d'Italia), la FeSIOs (Federazione Sindacale Italiana Osteopati), l'AMOI (Associazione Medici Osteopati Italiani), l'UPOI (Unione Professionale Osteopati d'Italia) e l'AIMM (Associazione Italiana di Medicina Manuale ).
Obiettivo finale del CSd'O è l'inquadramento del Professionista nel Sistema sanitario e la creazione di un Albo Professionale degli operatori presenti sul territorio.
Il riconoscimento professionale della figura dell'Osteopata è quindi il fine principale del CSd'O, che si attiva a livello politico e amministrativo sponsorizzando gli standard formativi e professionali dell'Osteopatia in ambito europeo e internazionale.
Il CSd'O, infatti, rappresenta l'Osteopatia italiana non solo sul territorio nazionale, ma anche in Europa nei lavori del Forum for Osteopathic Regulation in Europe (FORE).

- Il FORE è un organismo associativo nato nel 2005, il cui scopo è riunire i registri nazionali e le associazioni professionali dell'Osteopatia in Europa inserendo l'Osteopatia nell'elenco delle professioni che l'Ue redige per la libera circolazione del professionista e istituendo un Registro Europeo degli Osteopati con criteri unificati.
La necessità di associarsi e di lavorare in sinergia nasce infatti dall'attuale disomogeneità nel riconoscimento dell'Osteopatia fra gli Stati Membri dell'Unione Europea.

- PROFESSIONI – OSTEOPATA - Tar Veneto, sezione terza, ordinanza n. 298/07; depositata il 17 maggio
Molto interessante l'ordinanza del Tar Venezia che ha stabilito che non occorre alcuna autorizzazione sanitaria per svolgere l'attività di osteopata.
Il caso è quello di un soggetto (non medico) che svolgeva la propria attività di osteopatia all'interno di un immobile. Ad un controllo da parte del Comune tale soggetto si vedeva inibita l'attività in quanto secondo il Comune di Venezia occorreva ottenere l'autorizzazione sanitaria.
L'osteopata ricorreva allora al TAR che in sede cautelare sospendeva il provvedimento del Comune.
Afferma infatti il TAR che l'attività osteopatica è, una scienza terapeutica naturale, fondata su una conoscenza precisa della fisiologia e dell'anatomia del corpo umano; si serve di ogni mezzo manuale di diagnosi per evidenziare le disfunzioni e l'assenza di mobilità dei tessuti che comportano un'alterazione dell'equilibrio generale dell'individuo. Ciononostante ha spiegato il TAR - le prestazioni afferenti all'osteopatia, non essendo espressamente qualificate sotto un profilo giuridico come attività medico-sanitaria, devono ritenersi liberamente esercitabili.